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OKAPI - Commento di Paolo Trezzi
 

I libri per bambini e ragazzi devono avere le impronte grandi. Quelle che quando ci entri con tutta la curiosità per la storia ti accorgi che ci stai comodo
ma non riesci e nemmeno vuoi star fermo.
Il cuore ti dice di correre per arrivare in un balzo nell’altra impronta davanti, e finirla la storia, la testa ti dice però di rallentare, di sentire, assaporare  prima i profumi,
guardare le cose nuove, quelle differenti da quanto già conosci, toccare i bordi dell’impronta e sederti a gambe incrociate, sul letto, e leggere, leggere e leggere ancora,
impronta per impronta, pagina per pagina.
O, quando si può o si vuole, farsela leggere, stando con le orecchie dritte e gli occhi chiusi. Sentire le impronte. E ogni tanto aprire adagio un occhio e vedere se è tutto come prima.
Un libro così è “E tu chi sei? L’Okapi”. 
Il nuovissimo libro di Dino Ticli, insegnante e scrittore che ha trovato una delle sue impronte qui a Lecco,
appena presentato a Leggermente il Festival della Lettura inaugurato sabato.
Un libro che può essere letto sul letto a gambe incrociate, in biblioteca nella sala ragazzi, nelle scuole, a colazione prima di andarci ascuola, o nei Parchi della città,
spaparanzati nell’erba.

Un libro che fa amare la lettura.
E soprattutto un libro che è nato corale dentro le impronte di questo lago. Ci sono, infatti, le illustrazioni di Gianni Cella, la grafica di Paolo Vallara,
il sostegno della Galleria d’Arte Melesi, la tipografia dell’Editore Bellavite di Missaglia, le traduzioni in francese di Marie-France Briant di Canzo
e l’Idea e il Progetto del COE, l’Associazione Centro Orientamento Educativo che è cittadina del mondo ma il cuore e la sua prima impronta preziosa è a Barzio.

Un libro che prende il pretesto di seguire l’impronta ideale di una storia di animali che però parla di uomini,
dentro la mescolanza le differenze, i difetti e i colori di un animale misterioso della Repubblica democratica del Congo. L’Opaki, appunto.
E se soprattutto per i libri per bambini e ragazzi “Siamo quello che leggiamo”, questo libro, senza svelarvi nulla,
è uno di quelli che non dovrebbero mancare sul comodino dei bimbi.

Il Libro è stato pensato con il testo bilingue, italiano e francese perché le impronte sono soprattutto segni di vita, di passaggio, di possibili incontri e conoscenze.
E con la vendita in Italia, il COE che già sostiene molteplici progetti educativi per l’infanzia e il mondo giovanile
potrà offrire alcune copie del testo alla scuola materna “St. François” e alla scuola elementare “Angela Andriano” di Rungu,
al “CASC - Centro di Animazione Socio-Culturale” di Tshimbulu, e al centro per bambini di strada “La Benedicta” di Kinshasa., proprio nella Repubblica Democratica del Congo.

Creando nuove impronte dove il piccolo lettore italiano e il piccolo lettore congolese saranno compagni di avventura.

Paolo Trezzi

 

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