firma e inserisci il C.F.  92012290133

Cos'è il 5x1000?

Il 5xmille è una quota d'imposta obbligatoria (calcolata in base al reddito) a cui lo Stato rinuncia.

Al contribuente non costa nulla e se non viene inserito il codice fiscale di un ente i soldi rimangono allo Stato.

Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ma ha solo il modello CU fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione, può destinare il 5x1000, usando la scheda unica per la scelta della destinazione del 5x1000 dell'Irpef.

Come devolvo il mio 5x1000 al COE? Devolvere il cinque x mille è velocissimo, bastano pochi secondi e una firma. • Compila i moduli 730/2018 e Modello Unico 2018 • Nella scheda "Scelta per la destinazione del 5 per mille dell'IRPEF" cerca il riquadro Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale • Metti la tua firma e inserisci nello spazio "Codice Fiscale del beneficiario" il codice 92012290133

Le nostre storie

DIEGO FIORE

Mediatore culturale a Barzio

 

Favorire l'incontro fra culture e promuovere l'educazione alla mondialità:  sono questi, da sempre, alcuni degli obiettivi del COE. Farlo oggi, però, in una fase storica tristemente segnata da episodi di odio razziale e da un generale clima di intolleranza, significa, per citare De Andrè, muoversi "in direzione ostinata e contraria". Certamente non è però questo un valido motivo per tirare i remi in barca. Al contrario, mai come ora è necessario rilanciare con ancora maggior forza la cultura dell'accoglienza e la valorizzazione della diversità. In questo senso, la questione migratoria ha offerto al COE l'opportunità di dimostrare come ogni richiedente asilo possa essere un'occasione di scoperta reciproca. Il mio quotidiano lavoro di mediatore culturale nella sede di Barzio non ha fatto altro che rafforzare questa mia convinzione: anche grazie a un'irriducibile curiosità nei confronti dello straniero si riesce a scacciare diffidenza e paura.

SYLLI DIALLO

Magazziniere addetto alla logistica

 

Mi chiamo Sylli Diallo, oggi vivo e lavoro a Brescia. Vengo dalla Guinea e sono un richiedente asilo. L’incontro con il COE è avvenuto nell’agosto del 2016 ed è stato uno dei momenti più significativi della mia vita. Sono stato accolto nella struttura da loro gestita, la Montanina ad Esino Lario, dove ho vissuto dei momenti indimenticabili che porto sempre con piacere nel mio cuore. Qui ho avuto anche la fortuna di conoscere persone speciali che mi hanno impressionato con i loro insegnamenti e per il loro impegno. Soprattutto il loro senso di responsabilità verso la mia persona e verso tutti gli immigrati residenti nella struttura. Siamo accolti, ospitati, curati, istruiti, educati e ascoltati nei nostri problemi.

Vorrei esprimere il mio sincero ringraziamento al COE, al suo presidente, ai dirigenti, agli educatori, a tutte le persone che lavorano e credono  ad una società aperta e multiculturale. Sono profondamente grato e riconoscente per tutto ciò che mi hanno dato come conoscenza e opportunità perché mi hanno guidato verso un futuro migliore. Il mio lavoro qui a Brescia è una prova di opportunità d’oro che mi hanno dato e per questo “prego, li benedico e benedico i loro progenitori ”

PAOLO CAPORALI

Area Risorse Umane COE

 

A volte mi illudo che sia superata la necessità di lavorare dal basso per la costruzione di una società multiculturale ma i fatti di cronaca e gli episodi che ci vengono raccontati nelle scuole ci dicono che c’è ancora tantissimo da fare. L’azione del COE mira ad affermare con forza la diversità culturale come un valore e promuovere la conoscenza dell’altro e dei suoi codici culturali come l’unico modo per abbattere gli stereotipi. Credo molto nella frase del nostro fondatore "Senza lo scambio e senza  un cammino insieme non c'è vero sviluppo" e per questo attraverso il mio lavoro cerco di favorire ed accompagnare le esperienze di conoscenza o di volontariato dei ragazzi nei paesi in cui operiamo perché possano arricchirsi in prima persona e una volta tornati essere veicoli per la sensibilizzazione nella loro cerchia di amici e nelle loro comunità.

ODARA DEMASIO

Studentessa Liceo Linguistico Carlo Tenca di Milano

 

Il mio viaggio al COE è iniziato quasi per caso quando una mia professoressa mi ha proposto di partecipare come membro alla Giuria studenti del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina due  anni fa.

Io ho accettato anche se non sapevo bene di cosa si trattasse, guidata dalla mia passione per il cinema e forse dal mio istinto. La mia esperienza è stata divertente e illuminante, tanto che ho deciso di ripeterla anche quest’anno. Ho imparato a guardare alla mia passione con occhi diversi, ad ascoltare, ad essere ascoltata e a lavorare in gruppo. Ma il COE  come associazione è molto più di questo.

Il COE è scambio, empatia, opportunità di dibattito e cultura. Le tante iniziative permettono a chiunque di mettersi in contatto con culture diverse o addirittura di riscoprire e riassaporare la propria .

Il COE è stato per me opportunità per conoscere meglio me stessa e le mie passioni. Sono molto fiera di averne  fatto parte, anche se con poco di questo grande e colorato disegno.

FRANCESCA AMENDOLA

Insegnate di Arte e immagine presso l'IC Franceschi di Milano

 

Ho conosciuto il COE circa dodici anni fa, per la realizzazione di un laboratorio di danze africane e la presentazione di alcuni cortometraggi del Festival. Ci siamo subito piaciuti. L’attività del COE era una risorsa incredibilmente ricca per la scuola. Insieme abbiamo modificato la nostra didattica in chiave interculturale, iniziato a progettare nuovi percorsi per i nostri studenti, che li guidassero ad essere cittadini del mondo, aperti a nuovi orizzonti, consapevoli delle proprie identità culturali e sociali.

La scuola (come la società) è piena di persone alla ricerca di accoglienza e condivisone di valori. I ragazzi, sia italiani che non, spesso hanno poca consapevolezza della loro appartenenza ad una propria cultura  e percepiscono solo l’aspetto più superficiale delle apparenti differenze, arrivando a fare delle discriminazioni a volte contaminate dal contesto familiare o sociale che li contraddistingue.

I ragazzi hanno bisogno di essere guidati anche nella percezione di sé come attore sociale e il COE sostiene una formazione consapevole dei nostri ragazzi, delle famiglie e dei docenti.

Ogni anno vengono presentati dei nuovi cortometraggi del Festival, dimostrando attraverso quelle storie che gran parte delle realtà lontane sono molto diverse da come lo stereotipo occidentale ce le faceva immaginare, che anche i ragazzi italiani si possono specchiare nei protagonisti di quei corti, scoprendo di poter condividere le stesse emozioni e sogni, e a volte anche percorsi di vita individuale. Per sfatare i pregiudizi, occorre conoscere le persone e le loro storie. Questo fa il COE: ci presenta ogni volta Persone e ascolta le nostre storie.

OZLEM ONDER

Volontaria in Servizio Civile presso la sede COE di Milano

 

Da ragazzina, sul retro di una chiesa, un giorno lessi “Fammi Strumento di Pace”. Ho riflettuto molto su questa frase e ho pensato che era quello che volevo per me una volta diventata grande. Essere uno strumento di pace anche se non sapevo ancora in che modo. Con gli anni senza saperlo i miei studi si sono indirizzati al mondo della cooperazione. Fino a portarmi qui al COE, dove sto conoscendo persone umanamente fantastiche che ogni giorno si impegnano per mandare avanti dei valori che a volte si danno per scontato o addirittura si stanno perdendo. Il COE è consapevolezza e attenzione all’altro. Nato per valorizzare ed educare i giovani ad essere cittadini attivi. La forza del COE sta proprio nella la sua forma di comunicazione che non invita alla compassione misera ma alla riflessione. Riesce a raccontare storie per sensibilizzare le persone su temi a noi lontani e sfatare stereotipi e pregiudizi, educando sia i ragazzi ma anche gli adulti ad avere un comportamento aperto e costruttivo al dialogo.

ANNAMARIA GALLONE

Codirettrice direzione artistica Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina

 

Tutto il mio lavoro di direzione artistica del FCAAAL, regista, produttrice, giornalista, è percorso da un unico filo rosso: il dialogo interculturale. Con il COE, con cui collaboro da oltre 20 anni e con la guida illuminata di don Francesco, ho trovato il luogo ideale per promuovere questo dialogo. Fu lui ad avere per primo in Italia l’intuizione che occorresse mostrare le “loro” storie raccontate dal “loro” cinema.

I primi anni partivo in treno con le pesanti “pizze” sottobraccio verso le diverse città italiane, per mostrare i primi film di cui avevamo acquistato i diritti. Ricordo l’Università di Medicina di Padova, dove una notte intera passai a discutere con gli studenti dopo la proiezione del Medecin de Gafiré, o Reggio Calabria, dove mi trovai a “domare” una platea di quasi mille studenti vocianti, poi attentissimi a Nyamanton, la lezione delle immondizie e poi impossibilitata ad andarmene, perché le domande e i commenti non finivano più!  Mi fu sempre più evidente l’importanza della formazione per i giovani, con la coscienza che da loro bisogna cominciare per demolire  gli stereotipi e combattere il crescente razzismo, facendo capire i valori della diversità.

Da Il Lontano Presente siamo passati al Festival, che compie 28 anni; dalle pizze, ai Beta e ai DCP, con un pubblico sempre più vasto e sempre più sensibile, in un momento in cui assistiamo a una tragedia epocale, a  un nuovo olocausto nel Mare Mediterraneo.

Per questo, nonostante le molte difficoltà, con il COE manteniamo intatta la nostra passione.

MANUELA PURSUMAL

Responsabile settore Educazione alla Cittadinanza Globale del COE

 

Ho conosciuto il COE circa 30 anni fa, grazie alla rassegna Il Lontano presente, una proposta di film inediti  di registi originari da Africa, Asia e America Latina che, prima al San Fedele, poi al Cineteatro  San Lorenzo alle Colonne a Milano, aveva intercettato i miei interessi per il cinema e le culture altre. Rimasi  colpita dalla potenza e pregnanza di alcune inquadrature, immagini che mi sono rimaste dentro,  e che tradivano le mie aspettative di affreschi esotici e suggestivi dell’altrove.

Imparai nel corso delle varie edizioni di quella rassegna e poi con il Festival del cinema africano, a confrontarmi con nuovi sguardi interpretativi sulle diversità culturali e sulle dinamiche all’origine degli squilibri Nord- Sud del mondo e soprattutto cominciai a percepire meno distanti gli scenari di quei mondi lontani, individuando punti di riferimento per la comprensione della complessità della realtà odierna e molti agganci al contesto culturale occidentale in cui sono cresciuta.

Iniziai  quindi una graduale collaborazione con gli operatori del COE  impegnati nel settore educativo, promuovendo percorsi formativi per educatori e docenti, didattici per gruppi e classi, a carattere interculturale  e che privilegiano le cinematografie dei tre continenti  e modalità espressive e ludiche,  perché  a partire dalla dimensione estetica è possibile favorire esperienze di apertura  all‘incontro, al  dialogo e  alla condivisione,  superando le iniziali diffidenze e pregiudizi.

Insieme al team di educatori, operatori e mediatori che adesso coordino, riteniamo che il compito educativo del COE a favore della cultura del dialogo e dello scambio, contro ogni forma di discriminazione e violenza, vada oltre i banchi di scuola. Diventa uno stile di vita. La conoscenza  che nasce dal confronto e dalla condivisione fa emergere ciò che ci accomuna e pone le basi per un cammino di crescita insieme, valorizzando le diversità e dando vita a sinergie e nuove  pratiche di coesione sociale.

Che cosa possiamo fare con il tuo 5x1000?

A titolo di esempio, abbiamo provato fare una simulazione di quanto arriverà all'ente grazie alla tua firma e che cosa possiamo fare con questi soldi.

Se hai uno stipendio netto mensile di 1.500€

5x1000 stimato*: 33€

Possiamo dare ospitalità ad un ragazzo richiedente asilo in una nostra struttura per  un giorno

Se hai uno stipendio netto mensile di 1.000€

5x1000 stimato*: 22€

Possiamo fornire un cofanetto di DVD di film dei 3 continenti a una scuola o a una biblioteca

Se hai uno stipendio netto mensile di 2.500€

5x1000 stimato*: 78€

Possiamo organizzare un laboratorio di Educazione alla Cittadinanza Globale in una classe

Se hai uno stipendio netto mensile di 2.000€

5x1000 stimato*: 62€

Possiamo ospitare un regista una notte durante il Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina

*Calcolo stimato: controlla con il tuo commercialista l'importo reale del tuo 5x1000

Scarica i materiali e passaparola!

Consiglia anche ai tuoi amici e familiari di destinare il 5x1000 al COE.

Puoi scaricare qui le cartoline, le locandine A3, la cover di FB, il banner per il tuo sito

Per informazioni scrivi a info@coeweb.org
Come devolvo il mio 5x1000 al COE? Devolvere il cinque x mille è velocissimo, bastano pochi secondi e una firma. • Compila i moduli 730/2018 e Modello Unico 2018 • Nella scheda "Scelta per la destinazione del 5 per mille dell'IRPEF" cerca il riquadro Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale • Metti la tua firma e inserisci nello spazio "Codice Fiscale del beneficiario" il codice 92012290133
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